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The Tree of Life

Pubblicato in Intorno ai Film da Cape il giugno 13, 2011

La cellula. L’universo. La vita.
Un film totale, complesso, decisamente difficile da analizzare ma che si presta anche ad una lettura più immediata: quella poetica e affascinante delle immagini. Malick distrugge il concetto di narrazione e lo piega ad una sua visione personale e assolutamente libera e intimista. Non c’è una storia raccontata, se non quella universale della Natura, della creazione e della vita in ogni sua manifestazione: che sia una stella o un albero, una galassia o una famiglia media nella provincia americana del dopoguerra. Le immagini si susseguono potenti ed evocative comunicandoci un’immagine di Malick della Natura nichilista e irrazionale, intrisa di spiritualità ma non per questo religiosa. Un’opera ambiziosa e onirica che regala momenti di struggente dolcezza, ma anche sferzate ciniche e inappellabili.

Come per altre opere visionarie e fuori dagli schemi, il fascino e l’eleganza estetica e formale dell’opera (qualcuno ha detto 2001?) veicolano il messaggio dell’autore ad un livello così elevato che è impossibile esprimere un giudizio sintetico “bello/brutto” e, soprattutto, rendono l’opera ricca e sempre aperta ad interpretazioni e letture.
Insomma, si potrebbe parlare per ore cercando un significato dietro le singole sequenze o frasi, ma come insegna Donzelli: “Capire è sopravvalutato” – e la gente che in sala sbuffava o ha gioito alla comparsa dei titoli di coda mi fa solo tanta tristezza.

Best quote:
“La natura sparge il sale sulle ferite che dovrebbe guarire.”

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