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2010/01/16 – Avatar 3D

Posted in Intorno ai Film by superkazza on febbraio 22, 2010

cape| Tutto è stato detto su questo film; è almeno sei mesi (qualche anno x i veri appassionati estimatori di Cameron come il sottoscritto) che non si parla d’altro. Inutile quindi dilungarsi troppo sulle vicende che hanno segnato il suo rinvio (in attesa che le tecnologie maturassero) e il suo sviluppo (x il quale nuove tecnologie sono state ad hoc realizzate) e veniamo ai commenti senza sforzarmi troppo di cercare parole ed espressioni originali e sforzandomi di limitare i superlativi: Avatar è qualcosa di assolutamente MAI visto, un film spettacolare e grandioso che in un colpo solo rende il Signore degli Anelli un teatrino di marionette (perdonami Marcè). L’impatto visivo è infatti devastante e si palesa immediatamente nella prima fantastica sequenza sull’astronave dove un portentoso 3D mostra tutta la forza espressiva di cui è capace: niente “cosi” che vengono fuori dallo schermo, nessun effetto pacchiano da luna park, la scena è semplicemente ….reale!! siamo lì sull’astronave e fluttiamo leggeri nella profondità che i magici occhialini ci offrono. E poi la realizzazione del pianeta Pandora stupisce x quantità e qualità: un certo Spielberg ha detto che era dai tempi del primo Star Wars che nn veniva creato ex novo un universo così ricco, vivo e coerente con tutto il contesto. Certo si potrà dire che l’idea del pianeta come un unico organismo vivente nn è originale, che la foresta è pur sempre foresta, che gli animali in fin dei conti sono sempre tigri, cavalli, draghi e insetti vari e che i na’vi sono solo dei nativi americani blu alti 3 metri: ma il tutto è dannatamente bellissimo!!
Come ha detto qualcuno “Avatar è prima di tutto un film sul piacere e sull’insostituibile valore delle esperienze più basilari: che si tratti della gioia di una corsa a piedi nudi o del gusto di un frutto esotico fino all’eterno sogno del volo sono queste a muovere le azioni di Jake. E il piacere dell’esperienza visiva, incisa nell’incipit e nella chiusura su un paio di occhi che si aprono così come nella frase «io ti vedo» che si scambiano i due innamorati Jake e Neytiri, è dichiaratamente il motore del film”. Eppure la critica che continuo a sentire sul film riguarda la pochezza della storia, a parte il clamoroso errore che molti fanno nel nn distinguere la storia/trama, cioè il soggetto, dalla sceneggiatura, che è un po’ come nn saper distinguere un romanzo dal suo riassunto; come se la qualità di un film si basasse esclusivamente sulla qualità/complessità della vicenda narrata e non dal connubio sceneggiatura-tecnica-emozioni che riesce a suscitare. Certo la sceneggiatura nn è un granché e alcuni personaggi e dialoghi potevano essere scritti meglio e in modo meno convenzionale. Infatti tra tutti i premi ricevuti (da ricordare la storica doppietta ai Golden Globe x miglior film e regia, mai riuscita ad un film di fantascienza, neanche ad E.T che prese solo miglior film) e tutte le nomination (9 x i prossimi oscar) nn figura mai la sceneggiatura (a riprova di come i premi e riconoscimenti nn siano dettati sempre/solo dal successo di una pellicola e che a volte siano ingiusti ma quasi mai immeritati). E fin qui siamo tutti daccordo. Ma il vero punto di forza e ragion d’essere del film è che Cameron spinge al massimo l’acceleratore sulla spettacolarità e sulla potenza delle immagini e riporta al cinema quel sense of wonder che l’ultimo decennio di blockbuster americani ha sin troppo annacquato. E per farlo mette tutta la sua tecnica e i suoi virtuosismi al servizio di una storia semplice x arrivare subito al cuore dello spettatore e smuovergli quei sentimenti basilari e atavici come l’amore, il senso di appartenenza ad una comunità, la lotta x la sopravvivenza. Quindi a meno di voler credere che Cameron abbia speso gli ultimi 12 anni in una affannosa ricerca della perfezione tecnica tanto da aver trascurato tutto il resto, si deduce che la sua è stata una scelta artistica dettata dalla volontà di nn “distrarre” troppo lo spettatore dalla magnificenza delle immagini, direi brutalmente che c’è talmente tanta roba da vedere in una forma e dettaglio nuovi, che avere una sceneggiatura alla Nolan (tanto x citare uno che scrive sceneggiature impeccabili e fin troppo ricche: Memento, The prestige, i due nuovi Batman) l’avrebbe si reso un grande film, ma avrebbe richiesto uno sforzo di fruizione nn indifferente che alla lunga avrebbe penalizzato sia la godibilità della rappresentazione sia l’attenzione agli snodi narrativi; oltre a penalizzare quasi sicuramente il botteghino. Nn dimentichiamo infatti che Cameron è sì un grande regista dotato di una tecnica sublime ma nn ha mai avuto pretese autoriali ma anzi ha confezionato sempre film divertenti, di intrattenimento ma intelligenti: basta sfogliare la sua filmografia, dallo splendido The Abyss all’ipercinetico Terminator 2, dal sequel-che-supera-l’originale Aliens allo spassosissimo True Lies. Nonostante queste dovute considerazioni, da appassionato di cinema e fantascienza nn posso che rimanere con il dubbio e l’amarezza x quello che questo film avrebbe potuto essere, se solo Cameron avesse avuto il coraggio di renderlo più profondo sul piano della vicenda e dei contenuti, anziché rischiare di “far passare l’idea che la fantascienza sia come Il Signore degli Anelli con le astronavi (citazione presa qui)”.
Magari tra qualche anno avremo film alla Nolan con la potenza visiva di Avatar ma x adesso sarebbe stato troppo, tante sono le innovazioni tecniche apportate x esserci spazio x altro, d’altro canto il treno del 3d è appena partito….

se poi siete tra quelli come il kazza che nn riescono a vedere al di là della “storia banale”, potete leggere qui una divertente quanto impietosa stroncatura del film ad opera di S* (uno che di fantascienza ne sa di brutto!), a dimostrazione di come x gli appassionati la fantascienza vada oltre astronavi, omini verdi e motori a curvatura.

Queste le considerazioni a freddo della prima visione.

Sono andato a rivederlo ieri (21/02) e devo dire che mi è piaciuto ancora di più! Forse la prima volta sentivo la pressione  del dovermelo far piacere x forza vista l’aspettativa a livelli stratosferici, contrapposta ad un senso critico + marcato atto a nn essere influenzato troppo nel giudizio. Invece, la seconda visione me la sono proprio goduta con la pelle d’oca x un terzo del film. Inoltre ho realizzato quella che secondo me è la scena che racchiude tutta l’essenza del film, quella che ti emoziona e stabilisce il legame empatico con il protagonista, che racchiude la poetica e il messaggio del film: la scena in cui Jack si sveglia x la prima volta nell’avatar e come un bambino (nn a caso è la parola che gli ripete in continuazione Neytiri) sperimenta il suo nuovo corpo e la miriade di nuove sensazioni che esso gli fornisce: la coda, il tatto, (ri)muovere le gambe, alzarsi (nuovamente) in piedi, nuovi occhi con cui abbagliarsi di una nuova luce di un pianeta sconosciuto, correre e saltare tra le piante, affontare i piedi nudi nel terreno, sbrodolarsi con un succoso frutto. Tutto è un’eseltazione delle percezioni, un inno alla vita intesa come esperienza sensoriale sempre nuova e mai data x scontata (in esso riecheggia neache tanto velatamente un’impronta ecologista, nell’accezione + ampia del termine). Ed è stupefacente come x raggiungere questo intento Cameron utilizzi il non plus ultra della tecnologia in una rappresentazione fantasy/sci-fi di un pianeta alieno del 2154 con mercenari armati di tutto punto, astronavi, alieni OGM, collegamenti uomo-macchina da far impallidire Matrix e il Tagliaerbe, computer con interfaccie che neanche la Apple…

E poi nn capisco quelli che continuano a dire che questo 3D nn è poi un granchè, che nn ci sono astronavi e mostri che vengono fuori dallo schermo ….signori questo è cinema e nn lunapark, se volete vedere il dinosauro che vi sbrana sulla poltrona andate a gardaland!! Come ho già scritto, la vera rivoluzione sta nel rendere questo nuovo elemento prima di tutto narrativo e nn solamente un orpello estetico, e poi assolutamente naturale e nn invasivo. Più volte mi sono sorpreso nel rendermi conto che quello che vedevo era in 3D e che nn me ne stessi accorgendo!! Ma cosa volete di più??

marcè | Dunque. Anche in questo caso aspettative altissime. Ho avuto modo di riflettere a caldo e a freddo, ma mi sono formato un’opinione un po’ contrastante in questo caso. Voglio dire due cose, e non dilungarmi troppo. Primo: non è un film di fantascienza, non più di quanto non lo sia Star Wars almeno, e vista la motivazione iniziale che ha portato JC a diventare un regista del genere direi che come scenario è più che normale. Specifico questo perché, oltre a Cape, un sacco di persone hanno fatto il paragone con il Signore degli Anelli, per via sia della grandiosità del film che della accuratezza dell’ambientazione. Secondo me le due cose non sono paragonabili, per il semplice fatto che parlano due lingue completamente diverse e hanno due gradi di complessità assolutamente distanti tra di loro (e ovviamente per me il SdA non ha paragoni dal punto di vista della profondità rispetto ad Avatar), sono due film eccellenti ognuno per motivi diversi. Secondo: a mio modesto parere Avatar è stato sia sopravvalutato che sottovalutato da molti. Sopravvalutato perché il marketing ha giocato un ruolo davvero arrogante, a spese della qualità percepita del film. Sottovalutato in parte perché è facile criticarlo, e quasi sempre con poche motivazioni convincenti (il 3D poco sborone, la storia banale ecc)
La realtà è che Avatar sarà un film di svolta per il cinema. Non lo sarà per il film in se stesso, a mio giudizio, ma per quello che ha implicato: l’uso di una tecnologia di svolta e l’adeguamento a questa di tutti i cinema che abbiano voluto proiettarlo. Siamo di fronte ad un passaggio che può essere paragonato a quello dalla pellicola al digitale, con tutto quello che questo permette e comporta.
Per questo motivo non mi metterò a parlare del perché mi sia o meno piaciuto il film o meno, perché l’ho adorato, ma dirò solo che Cameron ha fatto il botto più con quello che questo film significherà che con quello che questo film incasserà.

Queste le considerazioni a freddo della prima visione.

Sono andato oggi a rivederlo (13/02) e devo dire che sono rimasto letteralmente scioccato. Per la prima parte mi sono ripetuto cinque volte che non era poi così emozionante, ma da un certo punto in poi ho trattenuto a stento di urlare e di mettermi a piangere dall’emozione. Giuro che mi ha davvero preso a schiaffi. Ti senti totalmente dentro questo film, spazialmente ed emotivamente.

Sono andato oggi a rivederlo (18/02) e confermo tutto quello che ho detto per la seconda visione. Anzi mi sto accorgendo che la trama, per quanto semplice, non sia poi del tutto scontata: alcuni spunti, come la rete biologica su cui gli indigeni caricano letteralmente i ricordi, sono molto belli e rendono viva l’ambientazione. E’ poetico in tantissime cose, stupendo.

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