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Scontro tra Titani

Posted in Divagazioni by redblackdevil on luglio 18, 2010

Il tempo passa:
Dal film originale a questo remake sono passati circa trent’anni, ed è difficile non vederli.
Specialmente per il passaggio dalle animazioni in stop-motion di Ray Harryhausen alla profusione di tecnologie digitali e inutilmente tridimensionali di questa nuova versione.
Le differenze tra i due film sono forse più sottili ma comunque significative, come il cambio di congiunzione: da Scontro di Titani a Scontro tra Titani.

Licenze (non) poetiche:
Per quale motivo questo titoletto? Beh, è semplice: perché chiunque abbia visto il film del 1981 converrà con me che, in questo remake, gli sceneggiatori si sono presi forse troppe libertà che non vengono giustificate a pieno dal cambio di congiunzione.
Nota dolente è stato vedere allargato il numero di componenti della spedizione volta a salvare le sorti della città di Argo e della sua povera Principessa, privata anche dell’amore di Perseo per l’ingresso in scena di una new entry. Di per sé l’aumento dei personaggi della spedizione non è una pecca, ma lo è vedere come sia servito solo per dare più carne da macello ai nemici. Inoltre non ha prodotto un aumento di durata del film.
Abbiamo accennato alla new entry “rubacuori”: personalmente l’ho apprezzata molto, infatti stiamo parlando dell’incantevole Io, interpretata dalla giovane Gemma Arterton (che ho rivisto volentieri in Prince of Persia – Le Sabbie del Tempo). Anche qui l’ingresso non sarebbe negativo, se non fosse che al personaggio è stato dato un ruolo, forse, eccessivo.
Ma il peggio è stato vedere il cambiamento della storia di base. Per spiegare a cosa mi riferisco mi faccio aiutare dalle opening di due serial tv, Hercules e Xena. Parliamo di un piccolo passaggio, quasi impercettibile, ma assai considerevole.

Da:
Xen.. Perseo prin… Semi Dio guerrier(a)o
“Al tempo degli Dèi dell’Olimpo
dei signori della guerra
e dei re
che spadroneggiavano su una terra in tumulto,
il genere umano invocava il soccorso di un eroe per riconquistare la libertà
finalmente arrivò Xe… Perseo
l’invincibile Principe… Semi Dio forgiata(o) dal fuoco di mille battaglie (prima volta che combatte contro qualcosa che non siano pesci)
la lotta per il potere…
…le sfrenate passioni…
…gli intrighi…
…i tradimenti…
furono affrontati con indomito coraggio da colei che sola (soloooooo è un uomo)
poteva cambiare il mondo”

A:
Her… Perseo: The Legendary Journeys
“Questa è la storia di un tempo lontanissimo
Il tempo dei miti e delle leggende.
Gli antichi Dèi erano crudeli e meschini
Soltanto un uomo osò sfidare la loro potenza: Herc… Peeeerseeeo ma sono tosti
Herc… uff, Perseo era in possesso di una forza sconosciuta sulla Terra,
una forza superata solo dal suo coraggio.
Ma, dovunque andasse, era perseguitato dalla matrigna Giu… da Ade, era Ade,
la potentissima regina degli Dei. No, cazzo! E’ il Dio degli inferi
L’eterna ossessione di Giu…: ancora Ade era quella di annientare Her… ce l’aveva con Argo e Giove
lui era la testimonianza vivente dell’infedeltà di Giove.
Finché degli esseri umani avessero invocato aiuto
Ci sarebbe sempre stato un uomo pronto a correre in loro soccorso,
incurante delle difficoltà: Her…! Perseo T.T “

Colto la differenza? No? Va bene, vi spiego cosa ha prodotto la mia mente malata: a mio avviso, la versione originale del film è assimilabile alla serie di Xena, per la presenza di elementi quali “la lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti”, mentre il remake emula Hercules per il fatto che tutto sembra ruotare solo intorno al viaggio (o al “journey”, per dirla all’inglese).

Influenze e confluenze influenzate:
Nuovo paragrafo, nuovo titoletto, ancor più oscuro del precedente.
L’intenzione che mi prefiggo è quella di illustrare come la pellicola sia fortemente influenzata dalle mode attualmente vigenti nella settima arte e come queste sono state gestite. Ora chiunque potrebbe farmi notare come in molti film si possono ritrovare rimandi o riferimenti ad altre pellicole e semplicemente ne converrei, ma qui non è così semplice.
Scontro tra Titani è un film pienamente influenzato da stereotipi mal governati: di fatti sono fermamente convinto che la produzione fosse influenzata e quindi la febbre ha dato alla testa, se no non si spiegherebbe tale conduzione. Da qui il gioco di parole del titoletto: le influenze di un influenzato Mr. X sono confluite nella pellicola.

Ciak, si gira: il villain lo interpreta il sempre più luciferino Ralph Fiennes. Si tratta di un Ade che, “ovviamente non sia mai”, strizza l’occhio a Lord Voldemort senza però incidere in maniera così eclatante come fa nello stracciabotteghini Harry Potter. Ma andiamo avanti…
La scelta di aumentare i partecipanti al viaggio cosa ha lasciato d’altro? Ovviamente la decisione di puntare su di un viaggio “corale”, rimandando a quel fenomeno che è stato Il Signore degli Anelli, con spiccato riferimento al primo capitolo, La Compagnia dell’Anello. Se vi chiedete se è solo il numero aumentato dei partecipanti a farmelo pensare, la risposta è no. Farei notare le inquadrature e le attraversate sui monti che visivamente non hanno nulla a che spartire col capolavoro di Peter Jackson. Passiamo oltre e finiamo nel campo di quel fenomeno cinematografico che è Pirati dei Caraibi, e il motivo non è nemmeno tanto oscuro: qualcuno ha detto “kraken”? Esatto, proprio per il kraken e per il modo in cui viene richiamato tale essere. E sì, quel “… liberate il kraken…” del cavaliere Zeus mi ha fortemente ricordato il caro buon Davy Jones. Sia chiaro, non sto dicendo che anche il kraken è una nuova comparsa – infatti è presente anche nell’originale – ma voglio sottolineare come ci sia una forte similitudine tra il modo dei due personaggi di evocare la bestiolina in questione.

Ma che sbadato! Stavo dimenticando il re deforme e reietto al soldo del male. Chi di voi sa dirmi da dove proviene? Sì, cazzo! Proprio da 300! Come scordarsi di Efialte?
Ebbene, anche nel film dell’81 abbiamo Acrisio, ma non è il marito di Danae, bensì il padre; inoltre viene ucciso e non sfigurato. Per cui siamo di nuovo di fronte a un mal riuscito rimando, dove il personaggio sfigurato rinnega i suoi vecchi ideali. Ci si può chiedere perché mal riuscito. E la risposta a tale quesito sarebbe: perché abbiamo l’unione di due personaggi che nella versione dell’81 erano separati. Per la precisione Arcisio diventa Calibos in seguito a determinate vicende, mentre in origine erano appunto due individui diversi e di origine diversa.

Uh! Nota di stile kitsch anni Settanta: le armature in stile Cavalieri dello Zodiaco sono quasi psichedeliche. Meritano di essere menzionate perché il regista si è dichiarato fan dei Cavalieri, e se non fosse che le ha rese troppo sbriluccicose l’avrei anche salvato elogiando la bella citazione.

Hybrid mal riuscito. AKA: impariamo dalla Toyota e dalla sua Prius:
Forse non tutti sanno che la Prius della Toyota è una famosa automobile ibrida che ormai viene prodotta da un certo numero di anni. Ho scelto questo titoletto proprio perché il film è un ibrido, un meticcio, come il protagonista che è un mezzo Dio o come la Prius che ha una doppia alimentazione.
Il motivo per cui definisco il film un ibrido è riconducibile al fatto che il film attinge e saccheggia senza troppi problemi da titoli che hanno impressionato e/o affezionato lo spettatore. Ma per via di una gestione non perfetta il risultato non è paragonabile in alcuna maniera alla eccelsa sinergia che ha la doppia alimentazione della Prius.

Anche volendo non notare l’utilizzo di cotanti scippi, la pellicola non è stata salvata dalla critica. Leggendo su giornali e su siti internet, ci si accorge che l’accoglienza di questo Scontro tra Titani non è stata delle migliori, anzi è stato ampiamente demolito.
Il motivo è da ricercare oltre a quanto ho detto fin ora, ovvero nella strategia di marketing della Warner Bros.
Parliamo del semplice fatto che la WB ha scelto di convertire il film, girato con pellicola normale, in 3D con estrema rapidità e con un tempismo incredibile a 50 giorni dalle sale. E’ lampante come abbia voluto sfruttare un formato che ora è di moda, ma, dopo Avatar, è figlio di strategie commerciali di pessimo gusto, che rischiano di compromettere l’affascinante mercato della terza dimensione.

Vorrei finire tornando un secondo sulla questione dell’ibrido: IMHO il film inconsapevolmente prometteva di essere un kolossal per le premesse che si portava dietro, ovvero: cast di tutto rispetto con nomi importanti; titolo evocativo; protagonisti di un certo impatto. Ma sempre per la succitata gestione, il nostro inconscio non è stato appagato.
A completare il quadro abbiamo che il film, con tutta ‘sta carne al fuoco, non ha saputo trovare una collocazione temporale adeguata. Credo che, se il film fosse stato sviluppato su più dei 118 minuti che ha preso, avreste letto una critica diversa. Il mio concetto è che se vado al cinema ho del tempo libero da usare e mi piace sfruttarlo seguendo una mia passione. Per cui non capisco perché una produzione debba concentrare tutto in poche scene.

Alla fine che rimane:
Il film è stato ampiamente distrutto dalla mia visione, ma non posso non ammettere che, se visto in un’ottica diversa dalla mia, si rivela essere un’opera di puro intrattenimento godibile, da apprezzare per ciò che è: un film privo di alcuna pretesa logica, con delle scenografie artigianali e caratterizzato da degli effetti speciali per nulla invadenti, a tratti quasi impercettibili.
Diciamo che il film di Leterrier avrà la sua adeguata collocazione, una volta lasciate le sale, l’invadente 3D e la mania da kolossal, in un consono formato casalingo. Magari in un Blu-ray che ne possa mettere in luce le caratteristiche positive, che a ben guardare ci sono.

Voto: 4.5

Voto ipotetico a una copia Blu-ray: 6.5

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