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Batman cinecomics [seconda parte]

Posted in Divagazioni, Intorno ai Film by redblackdevil on settembre 23, 2010

Prosegue la carrellata cominciata nella prima parte dell’articolo dove avevamo lasciato il nostro eroe avvilito e distrutto da quel coso inguardabile chiamato Batman & Robin. Ci sono voluti otto anni per digerire quel boccone amaro e arriviamo finalmente al 2005, l’anno della grande rinascita dell’uomo pipistrello ad opera di uno dei più bravi registi del panorama della settima arte.

Batman Begins è il quinto film dedicato al celebre supereroe ideato da Bob Kane. In molti si saranno posti la mia stessa domanda: “Di nuovo un film su Batman? Perché farne un altro?”
Beh, Batman Begins ha saputo rispondere in maniera molto esaustiva raccontando, in maniera a dir poco pregevole, una parte nuova della storia di Bruce Wayne, ovvero la sua nascita.
La sceneggiatura, scritta a quattro mani dal regista e da David Goyer (abile scrittore ma pessimo regista, vedi la trilogia di Blade) parte proprio dall’infanzia di Bruce (interpretato ottimamente da Christian Bale) raccontando i due avvenimenti fondamentali per la genesi dell’eroe: la caduta in un pozzo pieno di pipistrelli e l’omicidio dei suoi genitori.
Questi due eventi, strettamente legati tra loro, porteranno Bruce a vivere sempre in preda al rancore e al senso di colpa, finché, diventato adulto, non deciderà di andare in giro per il mondo per imparare come combattere l’ingiustizia.
Giunto nel Buthan, Bruce incontrerà un maestro di arti marziali miste a dottrine filosofiche (Liam Neeson), che gli insegnerà a carpire la mentalità criminale per combatterla.
Tornato a Gotham City e constatato il degrado della città, darà forma e sostanza alla sua maturazione con l’aiuto del fedele maggiordomo Alfred (Michael Caine) e dello scienziato Lucius Fox (Morgan Freeman).
Nolan prende la sua strada ed il taglio con il passato è netto ma necessario, nonché salutare: Gotham City non è né dark né pop ma fascinosamente realistica; l’uso massiccio di soggettive e semisoggettive, soprattutto nei momenti di maggior azione, segna uno stile nuovo nel modo di raccontare i supereroi, non più lontane icone impalpabili ma personaggi con i quali immedesimarsi. Se si considera inoltre che Batman è un “semplice” umano senza superpoteri, tale scelta si colloca perfettamente all’interno di un più ampio impianto formale.
Emozionante la scena in cui Bruce “fa il bagno di pipistrelli”: chiaro come il regista abbia voluto simboleggiare l’unione indissolubile dell’uomo con la sua maschera. E tutti gli altri simboli e i richiami alla filosofia? Grazie ad essi ci vengono spiegate molte delle particolarità di questo eroe senza super poteri: da dove arrivano gli apparecchi di alta tecnologia che usa, la Bat-mobile, il costume, il mantello e soprattutto le motivazioni che lo spingono a scegliere di combattere la criminalità sotto mentite spoglie.
La psicologia e la caratterizzazione del personaggio di Bruce Wayne sono scandagliate fin nei minimi particolari. Il regista ci presenta il vero Batman: non un eroe senza macchia, ma un uomo che cerca di indirizzare i propri difetti verso il bene.
Nella pellicola si fa spesso riferimento a concetti quali la paura – filo conduttore del film – il rimorso, la collera e la volontà, tutte cose che fanno muovere il mondo e alle quali sono legati tutti i personaggi. Un cast che è riuscito ad esprimersi in maniera incredibile, in cui compaiono anche Gary Oldman, nel ruolo del detective Jim Gordon, e Katie Holmes, che interpreta l’unico personaggio non presente nei fumetti, Rachel Dawes, amica di infanzia di Bruce.

E finalmente arriviamo al 2008: epico, sontuoso, ambizioso, coraggioso, rischioso, disperato, violento, profumato di Oscar e venato di leggenda: arriva Il Cavaliere Oscuro, firmato ancora da Christopher Nolan.
La pellicola entra di diritto nella storia della settima arte: Nolan realizza il miglior Batman di sempre, il miglior film dell’anno e l’esempio perfetto di come si possa fare un blockbuster d’autore, riuscendo ad accontentare gli amanti di diversi generi.
Frasi emblematiche come “Alcuni uomini vogliono solo bruciare il mondo” e “O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare cattivo” raccolgono l’essenza, la filosofia, la magia di questo nuovo episodio delle gesta dell’eroe Umano Batman.
Ancora una volta Nolan fa scelte azzardate che lo ripagano in pieno come la decisione di improntare sulla figura di Joker tutta l’opera, intento chiaro fin dal meraviglioso prologo della rapina. Joker rappresenta essenzialmente un aspetto molto affascinante della paura: il caos. La carta da gioco, nonché lo stesso personaggio, portano scompiglio all’interno dell’ordine e delle regole.
Nolan rispetto a Burton, che portò sullo schermo un Joker ironico e dandy, con uno splendido Nicholson protagonista, cambia rotta e, complice un Heath Ledger superbo, ci regala una nuova icona al pari di Jack Torrence di Shining. Ledger infatti fa semplicemente paura: trucco sbavato, denti gialli, risata stridula, vestiti e capelli luridi, la lingua incapace di star ferma, l’andatura barcollante e quelle cicatrici sempre visibili ben in primo piano che non smettono mai di farlo ridere. Un joker punk, fottutamente masochista e schizofrenico, incapace di uccidere Batman perché i due si completano. Nolan non ci dona un criminale, ma semplicemente un pazzo, perché ”alcuni uomini non cercano cose logiche, come il denaro. Non possono essere comprati, comandati o contrattati. Alcuni uomini vogliono solo vedere bruciare il mondo…”: un puro delirio di onnipotenza mista a perversione trasuda la scena in cui Joker dà fuoco alla montagna di banconote.
Ledger, prima di lasciarci, ci ha donato “IL CATTIVO”: quando c’è lui sullo schermo i toni si alzano e Batman, scusatemi, è poco più che una comparsa. Mistico nella scena della matita, geniale dove si traveste da infermiera, esaltante nel discorso che rende Harvey Dent Two Face.
La genesi del Due Facce è perfetta: prima baluardo dell’ordine, di lealtà e giustizia, voglia di normalità in un mondo malato; poi rabbia, amore, dolore e voglia di vendetta prendono il sopravvento incanalati da Joker (il caos per eccellenza) a materializzarsi in una insignificante monetina… “testa vivi, croce muori”.
Wayne/Batman, complice un ottimo Christian Bale, prosegue il percorso di crescita e discesa negli abissi dimostrando un’umanità complessa e profonda per la quale sarà capace di sacrificare molto, anche troppo, finendo per diventare quel cavaliere solitario ed oscuro del titolo.
Qui Gotham City è una metropoli perennemente in bilico, una Babilonia crogiolo ed espressione della perversa natura umana. La sceneggiatura (affidata allo stesso Nolan e suo fratello Jonathan) è un concentrato di eventi e situazioni drammatiche di alto spessore, scandite da un ritmo frenetico che sottopone lo spettatore ad una raffica di emozioni senza soluzione di continuità. E tra un effetto digitale ed un altro ci vengono donate scene d’azione mai banali, con realizzazioni tecniche paragonabili a quelle de Il Ritorno del Re.
Ancora una volta il regista riesce a spremere i propri attori non facendoli sommergere dalla pesante figura del Joker. Perfetto Morgan Freeman, “eroico” Gary Oldman, saggio Michael Caine; Aaron Eckhart è grande nel rendere credibile la genesi del Due Facce. Notevole anche Maggie Gyllenhaal, chiamata a sostituire Katie Holmes, facendola dimenticare in fretta.

Finisce qui questo lungo viaggio in compagnia del nostro amato uomo pipistrello, dando un’occhiata ai progetti futuri legati a Batman e all’altra icona della DC, Superman.
Per ora sappiamo che dovremo attendere ancora due anni per il sequel de Il Cavaliere Oscuro. Nolan, in una lunga intervista al magazine Empire rilasciata nei mesi scorsi, racconta i suoi progetti per il terzo Batman e anche qualche anticipazione riguardo il reboot di Superman. Per il momento sappiamo che il nuovo Superman è atteso nelle sale a Natale 2012, sarà scritto da David S. Goyer, con la regia di Zack Snayder, e vedrà la supervisione di Christopher Nolan (ormai visto come la gallina dalle uova d’oro dalla Warner).
Batman 3, titolo ovviamente provvisorio, verrà scritto dal fratello di Nolan, Jonathan, già occupatosi del soggetto de Il Cavaliere Oscuro e della sceneggiatura di Batman Begins. In un’intervista il regista afferma che Joker non tornerà, e di questo gliene siamo tutti grati. Di seguito un estratto:
No, il personaggio non tornerà. Non mi sento a mio agio a parlarne ancora. Mio fratello Jonathan sta lavorando alla sceneggiatura. Abbiamo creato una storia di cui siamo eccitati. In particolar modo, ci piace dove stiamo portando i personaggi, e il finale di tutto quanto. Ci sono cose che mi eccitano molto per quanto riguarda i personaggi, comunque alla fine ritorna tutto sull’importanza di realizzare un buono script dal quale esca un buon film. E’ la cosa su cui mi concentrerò al massimo prossimamente. Questo film sarà la fine di una storia, piuttosto che qualcosa utile solo a produrre sequel espandendo la storia.

Il regista, dopo aver rivelato quanto sopra, ha commentato quanto la Marvel sta facendo con i suoi cinecomic e l’intenzione di riunire i vari protagonisti (Robert Downey jr/Iron Man, Chris Evan/Capitan America, Chris Hemsworth/ Thor), in un’unica pellicola sui Vendicatori, escludendo la possibilità che la Warner Bros e la Dc Comics possano fare altrettanto.
La Marvel sta facendo quel che sta facendo e la gente risponde a questo molto bene, o non andrebbero avanti su questo percorso. Non è qualcosa che ho escluso a priori, ma i personaggi della Marvel sono molto diversi da quelli della DC. Bisogna tornare a quest’elemento di “Che cosa vedo quando chiudo gli occhi e penso a Batman/Superman?”. E per quanto mi riguarda, gran parte di questo è dato dal loro essere individui. Per me tutto questo ha origine nel fatto che emergano in solitudine. Sono personaggi straordinari in un mondo ordinario.

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Una Risposta

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  1. […] sull’uomo pipistrello, almeno fin quando non è arrivato Christopher Nolan… ne parleremo nella seconda parte Taggato con: Batgirl, Batman, Batman & Robin, Batman Forever, Batman Il cavaliere oscuro, […]


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