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2010/09/26 – Inception

Posted in Intorno ai Film by Marcello on ottobre 18, 2010

marcè | Devo essere sincero, mi aspettavo forse qualcosa di più a livello visivo, ma devo essere altrettanto sincero dicendo che mi aspettavo qualcosa di meno a livello di sceneggiatura. Adesso qualcuno, che scrive più sotto per esempio, mi tirerà un anatema di propozioni gigantesche, ma ormai l’ho detto e non ci posso fare più niente.
Non voglio togliere niente ai film di Nolan che hanno preceduto questo, ovviamente, però le mie aspettative rispetto alla trama di questo film erano molto moderate, probabilmente perché non mi aspettavo di trovare di nuovo un film di alto livello da questo punto di vista dopo aver visto Il Cavaliere Oscuro, o Memento. Mi aspettavo al contrario di vedere un film molto più macchinoso, molto più complicato da districare, invece il risultato che ho avuto davanti è stato di un film complesso per le tante cose che dice e entusiasmante per le domande che ti pone, al suo termine.
E ovviamente non mi riferisco solo all’enigma della trottola.

Una nota a margine riguardo la serata.
Con questo film abbiamo fatto un altro piccolo record di prenotazioni, con ben 18 biglietti  ritirati alle casse mezz’ora prima del film. Mi è spiaciuto molto di due cose: aver scazzato gli orari, ed esserci preclusi un panino al pub insieme, e che un gruppo sia stato spostato più a lato. Comunque sono contento che siamo stati così tanti, spero che la cosa si riverifichi!
Lode al Pollo Gigante.

cape | Maestoso e possente, intricato e appassionante, onirico e lucido, ambizioso e personale. Questo è l’ultimo lavoro di un autore che, a soli 40 anni e al di là dei paragoni che qualcuno fa con Kubrick e Hitchcock, ha già all’attivo sei successi di critica e pubblico e zero flop!
Dopo l’exploit dei suoi Batman, Nolan può strappare alla Warner un accordo che gli consente carta bianca su un progetto a cui lavorava da dieci anni e potenzialmente rischioso dal punto di vista commerciale: il budget è elevato, le location sono sparse per mezzo mondo e gli attori sono di primo livello per uno script complesso e cervellotico (è proprio il caso di dirlo!). Ma la major, pur di tenersi buono il suo pupillo, accetta e, abbastanza inaspettatamente, il film sbanca; merito della fama che il regista si è costruito e del passaparola più che positivo sin dalle prime proiezioni.
L’involucro è quello di un blockbuster di respiro internazionale ma qui il cervello bisogna accenderlo per stare dietro ad una sceneggiatura (questa volta non esattamente all’altezza dei precedenti lavori) che, nonostante tenda ad essere didascalica (forse per paura di essere troppo ingarbugliata), richiede comunque che qualche neurone sposti l’attenzione dai pop-corn e si concentri sull’orgia visiva e sonora. Gli effetti sonori sono infatti sbalorditivi, con un uso dei bassi esaltante e funzionale specie nei momenti in cui “la realtà” si sfalda e sentiamo quasi la poltrona vibrare (se siete nel Cinema, leggi Arcadia)! Inoltre la colonna sonora, ancora una volta affidata a Zimmer che aveva curato i due precedenti Batman, è solenne e forse eccessiva ma sicuramente di grande fascino.
La storia è quella di un particolare ladro (un sempre bravissimo DiCaprio) capace di entrare nei sogni delle sue vittime per prelevare le idee dal subconscio, l’ultima frontiera in fatto di spionaggio industriale; le cose si complicano quando un nuovo committente gli chiede di fare l’operazione inversa, cioè innestare nella mente della vittima un’idea in modo tale che sembri sua. Parte così, come il più classico dei film su un “grande colpo”, l’arruolamento dei vari membri della squadra a seconda delle caratteristiche richieste per l’operazione. Ben presto però l’azione (tanta, tanta azione) si sposta attraverso livelli via via più profondi del subconscio dove il sogno si confonde con la realtà (fortissimo l’eco di Philip Dick), ma a sua volta la realtà diventa proiezione delle paure, angosce e aspirazioni della personalità dei protagonisti in un processo che porta l’individuo da passivo spettatore di ciò che lo circonda ad attivo “creatore” (un salto degno di un Dick sotto benzodiazepine che sogna se stesso strafatto di acido!).
Con questi presupposti ci si aspetterebbe effetti speciali a profusione con un massiccio uso di blu screen, ed invece gli effetti sono centellinati e mai esagerati, la spettacolarità delle immagini non è mai fine a se stessa e l’utilizzo di set reali contribuisce a creare quel contrasto tra realtà oggettiva (se esiste davvero!) e realtà soggettiva. In un’intervista Nolan ha affermato:

“Ovviamente, dieci anni fa questa storia sarebbe sembrata aliena a buona parte del pubblico, ma nel frattempo, grazie a realtà come i videogiochi e i menu dell’iPod, è decisamente più comprensibile”.

E io aggiungerei anche un grazie a Matrix, che è forse il film che più ricorda sotto vari punti di vista; ma c’è anche Dark CityAtto di forzaNightmare (l’infatti l’idea iniziale di Nolan era orientata più verso l’horror) e persino 2001 (senza considerare le tutte le ambientazioni di Call of Duty “prese in prestito”). Ma nonostante queste continue citazioni, l’opera risulta estremamente solida e con un’indubbia originalità stilistica. L’unica critica che mi sento di condividere è quella di una certa freddezza del cinema di Nolan, sempre troppo concentrato sulla narrazione dei fatti da dimenticarsi di instaurare quell’empatia tra personaggi e spettatore che fa emozionare e gridare al capolavoro. Quello che emoziona, ma mi rendo conto che non può bastare, è una regia solenne e matura, formale ed austera eppure originale ed avvincente, capace di creare mondi fantastici ma non per questo irreali. Non saranno capolavori ma …ad avercene di film così!

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Una Risposta

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  1. cinefobie said, on maggio 30, 2011 at 1:55 pm

    Questo film è per me stato una grandissima delusione..


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