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Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare

Posted in Intorno ai Film by redblackdevil on giugno 1, 2011

Ma era davvero necessario un nuovo capitolo sui Pirati targati Disney?
Probabilmente no, anzi sicuramente, ma per la Disney e il suo Re Mida Jarry Bruckheimer sì.
Ed effettivamente loro hanno avuto più ragione di me. Basti pensare che al 23 Maggio, a 5 giorni dall’uscita,  gli italiani hanno riempito le tasche di Jarry e della Disney con 7.13 milioni di euro. Senz’altro nuovo successo al botteghino, ma indubbiamente una delusione per i fan.Il quarto episodio vede alla regia il buon e bravo Rob Marshall, allontanatosi per questo Pirati dai suoi musical. Il regista aiutato anche dalle inconfondibili musiche di Hans Zimmer ha deciso di continuare sulla strada di Verbinski. Anche se effettivamente non ci riesce benissimo, il confronto coi primi tre episodi non regge.
Sicuramente ci sono le fughe rocambolesche, le battute sagaci (poche), ma manca azione “potente”. Il regista è chiaramente a disagio con Zombi o navi lancia fiamme, preferisce dare alla pellicola un’aria più da commedia sofisticata leggera-leggera. Gradisce inquadrare le sirene e gli piace moltissimo il melò tra il prete fico e la sirena.
Anche se il problema vero è: al quarto episodio cosa c’è ancora da raccontare e da inventare? La sceneggiatura non rende, oltre due ore di film con moltissimi minuti sprecati in scene superflue e non necessarie ai fini della narrazione. Tempi morti, buchi e imperfezioni non mancano.

Nulla da ridire sulle performances degli attori: Geoffry Rush è sempre una garanzia anche in versione corsaro; Ian McShane convince nel ruolo del villian e Penelope Cruz non fa rimpiangere Keira Knightley. Ma sicuramente Jonny Depp riesce nuovamente a darci un vero Jack Sparrow.
Ombretto come se piovesse, barba a treccine, andatura effemminata, promiscuità sessuale, cinico individualismo rovinato da scampoli di idealismo romantico, look da sballato. E soprattutto non disdegna di fare cazzate micidiali o di fregarsene del motivo che fa muovere i Pirati in questo capitolo.

Purtroppo, questo quarto capitolo conferma l’andamento verso l’innocuo intrattenimento per famiglie. Si sta perdendo l’ironia scorretta delle origini.
La Maledizione della Prima Luna giocava, divertendosi e divertendo, con gli stereotipi del genere. Ora il film si appoggia su questi stereotipi per elaborare una trama e battute al minimo sindacale, almeno per i fan. Sicuramente se avessi 10 anni uscirei convinto che Jack continua a sapere il fatto suo e giocare la sua partita alla grande. Vuole morire, non crede nelle Nazioni, se ne frega delle Religioni e vuole cavalcare l’onda dell’avventura finché ha benzina in corpo con spirito cavalleresco e una certa autoironia. Pertanto non si può parlare di un brutto film, ma non ho 10 anni.

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