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Green Hornet

Posted in Intorno ai Film by redblackdevil on marzo 1, 2011

Partiamo con la premessa che questo è un film che si ama o si odia.
Ho letto molte recensioni prima di andare al cinema e la critica è fortemente divisa. Personalmente sto con chi lo ha definito un buon film. Perché è riuscito in una cosa importante: distrarmi e farmi ridere, anche sorprendendomi in questo.

Affidare a Michel Gondry un film di supereroi è una buona idea. E, neanche a dirlo, questa scelta paga. Eccome se paga!
Green Hornet 3D (molto poco 3D), imho, vince a mani basse la palma del film supereroistico meno prevedibile dell’anno. Oltre a quella dell’arma più bella degli ultimi anni: le rotelle della sedia a rotelle da ufficio. Meraviglia!!!
Perché dico che vince il premio come film meno prevedibile? Perché andando avanti nella storia si ha l’impressione che il film non sia un film di supereroi, ma una commedia divertente.
L’idea dello sceneggiatore-finanziatore-protagonista, Seth Rogen, era chiara sin dall’inizio. per spiegarla cosa c’è di meglio se non una sua dichiarazione: “Ho presentato agli studios il film come una commedia d’azione in stile Arma Letale, che poi è il genere di film che piace di più. Hanno accettato”.
E’ questa l’idea con cui bisognerebbe guardare questo film autoironico; poi, grazie al buon Gondry, la pellicola prende altre venature – soprattutto l’idea di mettere in discussione il classico rapporto eroe/spalla.
Kato è di fatto il vero eroe, Britt Reid/Calabrone Verde(Seth Rogen) non sa fare nulla e quel poco che fa sono danni, eppure è lui il protagonista e sembra esserne conscio.
Analogamente Christoph Waltz (il magistrale e inarrivabile, anche per sé stesso, Hans Landa di Bastardi senza gloria) è un mafioso russo di mezza età in crisi che, per avere un bonus al carisma, decide di trasformarsi dal boss Chudnofsky, nel super-criminale Sanguinosky.
Ho trovato molto divertente come i personaggi si percepiscano parte di un film, ovvero come si rendano conto di vivere situazioni improbabili nella vita reale – Gangsta’s Paradise di Coolio come sottofondo per le scorribande in macchina nei bassifondi, uso di frasi ad effetto ed effetti scenici sorprendenti sono solo alcuni esempi.

Probabilmente gli amanti di Green Hornet (ma poi oggi esistono davvero?) non troveranno il film corretto e i cultori di Bruce Lee vedranno il maestro solo di sfuggita in un disegno, uno schizzo, che grida: “ Ecco, vi abbiamo accontentato! Ora non parliamone più”.
Però sono sicuro che tra una decina d’anni(?) verà rivalutato perché, non incarnando lo standard degli attuali film supereroistici, sa prendersi in giro con intelligenza ed autoironia.

Infine menzione d’onore per il folle gioco con il quale si è deciso di far sì che il film stesso giustifichi l’uso di “Green Hornet” al posto di “Calabrone Verde”:
!!! Spoiler ATTENZIONE spoileR !!!
Giornalisti davanti alle prime foto di quello che pensano essere un criminale: “ Chiamiamolo il Calabrone Verde”
Britt Reid: “ Sì, ottimo, mi piace”, breve pausa, “ ma in inglese ha più stile: Green Hornet!”.

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