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Tron Legacy

Posted in Intorno ai Film by Cape on gennaio 13, 2011

Un’occasione sprecata, un’enorme occasione sprecata, visti i 300 milioni di budget!
Al contrario di molti miei soci in sala, non credo che il film sia completamente da buttare. La scelta del regista si è dimostrata abbastanza convincente. In effetti è proprio grazie a lui se Tron Legacy si salva dal baratro senza fine della vergogna e galleggia dignitosamente nel mare delle produzioni blockbuster hollywoodiane contemporanee; non è certo merito degli sceneggiatori che partoriscono uno script debole e povero di idee, dallo sgradevole sapore salvifico in posticcia e abusata salsa new age. Insomma, il figlio del creatore che scende sulla terra (in questo caso digitale) per salvare le amate creature del padre (i programmi) dalla tirannia dell’angelo decaduto… ops, volevo dire del programma ribelle C.L.U. Anche i personaggi non regalano nulla di nuovo, con il giovane protagonista che cresce sbandato a causa dell’assenza del padre, ma ovviamente è un figo e quindi è un hacker/cracker abilissimo nonostante abbia abbandonato gli studi; il padre, costretto a vivere vent’anni all’interno della rete (che non c’entra nulla con Internet, infatti in originale è “the grid”) nascondendosi da C.L.U., è diventato un eremita con il barbone bianco che fa meditazione zen all’interno del suo bianchissimo e sterile attico con vista. Mi fermo qui per non sembrare più cattivo di quanto voglia. Con queste basi com’è riuscito Kosinski a non farmi sentire un idiota per gli 11€ spesi? Tron, quello del 1982 e anche questo, non è certo un film di scrittura; qui sono le immagini e l’ambientazione a giocare il ruolo principale, e in questo l’esperienza di architetto e regista di spot pubblicitari (il mezzo per eccellenza in cui l’immagine sovrasta la parola), è stata sicuramente la dote su cui il regista ha fatto più affidamento. Il lavoro con le scenografie, il design degli interni, i costumi, le luci, le moto e tutto il resto sono davvero notevoli, se si chiude un occhio sulla dimora/giardino zen del vecchio Flynn, veramente banale. Gli effetti visivi, nonostante siano allo stato dell’arte, non fanno certo gridare al miracolo come faceva il primo Tron, ma questo è un limite che tutte le produzioni attuali devono affrontare, avendo dinazi un pubblico ormai abituato a tutto. Davvero pregevole la sequenza della gara con le light cicle che, inseme alla corsa delle bighe di Ben Hur e quella degli sgusci del La Minaccia Fantasma, si ritaglia un posto d’onore nella classifica delle migliori scene di corsa nella storia del cinema.

Per quanto riguarda il 3D l’ho trovato abbastanza convincente, molto votato a dare la percezione di profondità senza mai essere eccessivo e invadente. Anche se forse proprio un film del genere poteva permettersi qualche “tamarrata da luna park” (ad esempio dischi, moto e fasci di luce che escono dallo schermo) senza diventare ridicolo. Purtroppo la visione con gli occhialini rende il film dannatamente scuro; un peccato visto che i giochi di colori e luci sono parte fondamentale del fascino visivo del film. Nel complesso credo che il film possa essere tranquillamente visto in 2D senza perdere di attrattiva ma anzi guadagnando una luminosità che può giovare molto. Piccola nota per chi magari non l’ha ancora visto: il 3D c’è solo nella parte del film ambientata nel computer, quasi a voler rimarcare come ormai quello che fino a qualche anno fa era il virtuale, oggi rappresenta un mondo quanto mai concreto e a 360 gradi.

Una menzione particolare la merita la colonna sonora firmata Daft Punk, capaci di fondere sonorità classiche e techno, atmosfere alla Zimmer (Inception) e suoni elettronici che sembrano assolutamente “naturali”; mi sarei aspettato qualche pezzo più aggressivo e prettamente techno, diciamo più tamarro, e invece tutto è molto dosato nell’intento di accompagnare le immagini e non di sovrastarle.

In conclusione, un film che colpisce sul lato prettamente visivo ma che non emoziona, non graffia, non stupisce e pare dilatare oltre modo uno script risibile e a tratti incomprensibile (sinceramente poco più di due ore è troppo). Giustificate quindi le critiche di chi è rimasto deluso, come quasi sempre succede quando si mette mano ad un’opera che ha segnato un’epoca o una generazione; è successo per la seconda trilogia di Guerre Stellari, gli ultimi Terminator, l’ultimo Indiana Jones, ecc… Per le nuove generazioni o per chi non coltiva il mito del precedente Tron, invece, TL può risultare un film di intrattenimento godibile se pure con tutti i difetti elencati, in linea con le mega-produzioni attuali, sulla scia di Transformers, Prince of Persia e compagnia bella.

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