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Sucker Punch

Posted in Intorno ai Film by Cape on aprile 1, 2011

Dopo un remake e tre adattamenti da graphic novel e libri, Zack Snyder si cimenta con il suo primo soggetto originale e lo fa con grande ambizione, curando produzione, soggetto, sceneggiatura e regia.
Dopo quella di Watchmen, si parte con un’altra sequenza iniziale d’antologia (con una Sweet Dreams da brividi e tutta al ralenti, ovviamente!) che ci catapulta con violenza e pathos in un manicomio femminile degli anni cinquanta. Qui parte questa moderna (sia nella forma che nella sostanza) fiaba con protagoniste cinque ragazze in fuga. Come nello psichedelico Scott Pilgrim(con il quale condivide chiaramente il target di riferimento), i confini tra generi e media si dissolvono e Sucker Punch si candida a pieno titolo ad essere la summa delle arti visive degli ultimi dieci anni, frullando manga in salsa steampunk, videogames, comics, videoclip musicali con il meglio della letteratura e cinema di genere, in un’orgia citazionistica che può lasciare indifferente solo chi ha avuto la sfortuna di non cibarsi dei suddetti media. Ma al regista non doveva sembrargli sufficiente e quindi tira dentro psicanalisi e burlesque, traumi infantili e katane, pruriginose gothic lolite e mondi onirici multistrato popolati da orchi, robots, draghi e zombi nazisti… Insomma, c’è un po’ di tutto ed il mix è dannatamente ben confezionato e intrigante, in uno sfoggio di creatività che è merce rara dalle parti di Hollywood.
Il pregio di Snyder è di non cercare mai di darsi un tono intellettualoide ma di essere sincero col suo pubblico continuando, con tutto il suo talento e il suo ormai celebre stile dopato e frenetico (ma sempre al ralenti :)), un percorso personale di stilizzazione della violenza che, a partire dagli spartani di 300 e passando per gli squilibrati di Watchmen, culmina in cinque ragazzine spaventate ma cazzutissime.

Il film, però, non è privo di difetti, a partire da una sceneggiatura che, oltre a ripetere lo schema a quadri“devo trovare l’oggetto -> parte il balletto -> inizia il sogno -> ammazzo tutti -> oggetto recuperato”, ci presenta dei personaggi molto stereotipati sui quali è abbastanza facile tirare ad indovinare in quale ordine dipartiranno. Purtroppo quello che manca maggiormente è un forte collante tra un quadro e l’altro, la cui mancanza mina la solidità della pellicola e la espone a cadute di ritmo tra una carneficina e la successiva. Inoltre il sapere che è tutto una finzione al quadrato fa scemare l’empatia con i personaggi, già schiacciati dal loro manicheismo. Non si salva neanche il messaggio femminista e di speranza, solo superficiale e messo lì giusto a contorno della storia, perché in fin dei conti per rendersi libere e riscattarsi da violenze e soprusi, le nostre eroine non possono fare altro che ripagare con la stessa moneta, cioè ancora violenza: un po’ come in Thelma & Louise dove le protagoniste, per emanciparsi da una società bietta e maschilista, utilizzano l’arnese maschile per eccellenza, la pistola (cosa avevate capito!?).

In conclusione, un film non perfetto, forse penalizzato dall’ambizione e dall’ego del regista, che magari avrebbe potuto affidare la sceneggiatura a qualche penna più esperta, ma decisamente sopra la media dei blockbuster, che incanta e abbaglia con un carrozzone barocco e colorato grazie alle splendide scenografie del premio Oscar Rick Carter: un caleidoscopio di generi ed esperienze diverse rese con una potenza visiva devastante.
Come dicevo, Snyder è onesto ed è l’emozione visiva che gli interessa, per tutto il resto non c’è molto spazio. Credo sia questa la chiave per valutare se il film vi può piacere o meno: il fascino delle rappresentazione (immagini/musica/regia/coreografia/…) era quello che cercavo da questo film e devo dire che l’ho trovato!
Due sequenze su tutte: la prima missione contro i tre pseudo-samurai giganti e quella in treno contro i robot.

Best quote:
“Non firmare un assegno con le parole se non sei pronto a coprirlo con il culo.”

2009/03/07 – Watchmen

Posted in Intorno ai Film by Marcello on dicembre 12, 2009

20090307-watchmen

marcè | Esaltante direi. A tinte nette. Nessun tono di grigio, buonismo o morale. Le cose stanno in un modo solo e devono andare di conseguenza in un modo solo, poco spazio per la riflessione. Le alternative sembrano esserci, anche gli spiragli perché la storia possa tornare ipoteticamente su dei binari comuni, ma non avviene praticamente mai. Anche quando può sembrare che la verità venga a galla è relegata ad una rubrica di secondaria importanza. Non manca la speranza, ma è sprecata e sfocata dallo scempio che gli uomini fanno delle loro capacità; troppo tardi per riparare agli errori senza conseguenze, gli errori si pagano. Combattimenti dosati perfettamente a mio parere, e tutti emozionanti; adorabile come in 300 il tonfo sordo che produce ogni colpo e che lo fa sembrare cento volte più forte.
Un mio amico mi ha fatto riflettere sul come questo film non possa essere visto e discusso senza porsi una questione fondamentale: c’è differenza tra supereroi e uomini con superpoteri. No, non è una domanda. Rorschach domina.

cape | la maggior parte delle volte i fan di un’opera letteraria si lamentano della scarsa fedeltà della trasposiziona cinematografica del loro libro preferito; in questo caso succede l’esatto contrario: dal susseguirsi degli eventi, la scansione ritmica, il montaggio delle sequenze e addirittura molte inquadrature ricalcano fedelmente le tavole di Moore e Gibbons. D’altronde con un modello così potente e già altamente cinematografico nello stile c’era ben poco da fare x creare un buon film (x chi nn lo sapesse è stata la prima e unica graphic novel ad aggiudicarsi il premio Hugo, oltre ad una miriade di altri premi e riconoscimenti dalla critica internazionale). La cosa che infatti si può rimproverare al regista Snyder (quello di 300) è forse proprio la mancanza di una lettura personale dell’opera, difetto “minore” e anzi apprezzata dallo zoccolo duro dei fan.
Un paio di cose ho apprezzato particolarmente, la scelta
coraggiosa di nn banalizzare e annacquare la storia x renderla + mainstream (cosa  che in effetti ha penalizzato la pellicola al botteghino) e una colona sonora assolutamente fantastica!
Insomma un bel film, avvincente e spettacolare eppure complesso e cupo, che scava e sviscera la psiche decisamente contorta di personaggi al limite. Come nn fare il tifo x Rorschach e il Comico e poi ……che gnocca è Spettro di seta II ?!?!?!?
Insieme a Star Trek di JJ è uno dei film migliori dell’anno, imho obviously…

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